L’Unificazione tedesca 

Sono in Tanzania, a Dar es Salaam, molto lontana dall’Europa. Eppure, dato che ormai l’Europa è un po’ ovunque, sono vicinissima alle cose che vi succedono, agli anniversari, agli eventi, alle sue celebrazioni e alle sue mitologie.

Domenica 3 ottobre,  l’Ambasciata Tedesca ha celebrato dunque i 20 anni della unificazione tedesca. L’Ambasciatore, iniziando a parlare proprio mentre le zanzare si sollevavano dal prato per andare a divorare le gambe delle signore vestite a festa (me compresa),  ha iniziato il suo breve discorso celebratorio ringraziando l’Ambasciatore della Repubblica di Corea in Tanzania per aver ceduto a lui la data del 3 ottobre e rendere cosi’ omaggio alla Unificazione tedesca in tempo reale. Infatti, a quanto pare, anche la Corea celebra una data importante il 3 di ottobre, ma evidentemente non l’unificazione delle due Coree e cosi’ la Bundesrepublik Deutschland si è aggiudicata il suo 3.Oktober.

Detto cio’, Herr Herz si è lanciato in una banalissima e brevissima celebrazione della Einheit tedesca, di quanto accadde nel 1989 prima e nel 1990 poi quando “la cosiddetta Repubblica Democratica Tedesca ha cessato di esistere unendo le sue sorti alla Repubblica Federale”.

Ora, come sarebbe a dire, cosiddetta? Questa foto è del novembre 1999, 10 anni dopo la caduta del Muro. Questo pezzo di Muro qui per fortuna non è mai caduto. È li, colorato e lungo, davanti alla (nuova) stazione di Ostbanhof, lungo la Spree, ai margini orientali del quartiere di Kreutzberg. Per fortuna c’è ancora, a ricordare che chi, allora, pochi anni fa ancora, viveva di la’ del Muro viveva davvero di la’ del Muro, in una Repubblica, quella Democratica Tedesca, la DDR, che per quanto possa essere criticata,  è tuttavia esistita, ha prodotto generazioni di cittadini, una precisa identita’ nazionale, una coscienza colletivamente condivisa e perfino una squadra di calcio – per dirla con Kapuscinsky. E intellettuali, ma anche studenti, donne e uomini che hanno sentito, sulla loro pelle, non solo il peso tremendo della Stasi ma anche la consapevolezza di un entita’ tedesca diversamente possibile. La DDR insomma, ha un suo diritto di esistere nella Memoria, non puo’ essere negata. Puo’ essere studiata, analizzata, ma altrettanto deve esser fatto per la Repubblica Federale. Non ci puo’ essere un processo diffamatorio unidirezionale, come invece da anni, a partire da Kohl, è stato praticato da chi, all’Ovest non non ha visto nè capito granchè di quello che succedeva all’Est. Il discorso celebratorio è diventato insomma presso l’Ambasciata Tedesca in Tanzania umiliante e derisorio verso chi nella Germania Orientale è nato e ha vissuto. Complimenti Herr Ambassador, un passo avanti verso l’unificazione tedesca!

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Vita da expat, innamorata del mondo e delle sue infinite possibilita'... scrivo, penso, ogni tanto fotografo...
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Una risposta a L’Unificazione tedesca 

  1. Geraldine ha detto:

    Che bella quella bambina!

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